Glamping nasce dalla fusione di ‘Camping’ e ‘Glamour’ ed esprime il desiderio di vivere un'esperienza en plein air senza rinunciare alle comodità di una vacanza in hotel 5 stelle dotato di ogni tipo di comodità.
Le case mobili di CR Abitare rispondono alla richiesta sempre più diffusa di una vacanza glamping, con allestimenti coordinati e finiture curate in ogni dettaglio.
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Per chi deve scegliere tra la libertà di una vacanza in campeggio e il comfort di un albergo, il glamping toglie l'alternativa: entrambe le esigenze trovano risposta nello stesso soggiorno.
Per la struttura ricettiva questo significa rivolgersi a un pubblico che il campeggio tradizionale non intercettava e che accetta un posizionamento di prezzo diverso, a condizione che l'alloggio sia all'altezza.
Il glamping non richiede un prodotto diverso, richiede un prodotto migliore: ampiezza degli spazi, cura delle finiture ed ecocompatibilità dei materiali sono i tre criteri su cui un gestore valuta le unità abitative prima di sceglierle.
Il termine nasce dalla fusione di glamour e camping e descrive una formula ricettiva che tiene insieme due cose che per decenni sono state considerate alternative: stare immersi nella natura e disporre del comfort di una struttura alberghiera.
La differenza rispetto al campeggio tradizionale è sostanziale e riguarda chi porta l’alloggio. Nel campeggio classico l’ospite arriva con la propria tenda o il proprio camper e la struttura mette a disposizione la piazzola e i servizi. Nel glamping l’alloggio lo fornisce la struttura, già allestito e arredato: l’ospite porta solo la valigia.
È uno spostamento che ha una conseguenza precisa: l’unità abitativa smette di essere un accessorio e diventa il prodotto. Nel campeggio tradizionale l’ospite giudica i servizi, la posizione, l’accoglienza. Nel glamping giudica anche, e soprattutto, il luogo in cui dorme — e lo confronta con un hotel, non con una tenda.
Questo cambia il modo in cui si valuta un investimento in unità abitative. Non conta solo quanto costano e quanto durano: conta come vengono percepite dall’ospite, quanto a lungo nell’anno sono utilizzabili e quanto bene si inseriscono nel paesaggio che l’ospite è venuto a cercare.
Che regga il confronto con l’aspettativa alberghiera. Altezze interne generose, ampie vetrate, allestimenti coordinati: sono gli elementi che fanno percepire una casa e non un alloggio provvisorio.
Che si integri nel paesaggio. Un’unità dall’aspetto standardizzato lavora contro la promessa della struttura. La possibilità di scegliere il rivestimento esterno — legno, intonaco, cemento, acciaio al posto del PVC — è ciò che permette di allineare le unità all’identità del luogo.
Che allunghi la stagione. È il punto su cui si decide la redditività: un’unità utilizzabile solo due mesi l’anno ha un conto economico molto diverso da una che regge primavera e autunno. Dipende interamente dall’isolamento e dal controllo della condensa.
Che sia coerente con il racconto ambientale. Chi sceglie il glamping è spesso sensibile al tema della sostenibilità: materiali riciclabili e assenza di prodotti tossici non sono solo una voce di capitolato, diventano parte della proposta all’ospite.
CR Abitare produce case mobili impiegate in strutture ricettive all’aria aperta in Italia e in Croazia, con quattro linee e trentaquattro modelli che coprono lunghezze da 4,2 a 10 metri e capienze da due a sei posti letto.
I dati tecnici che contano per un progetto glamping — coibentazioni, rivestimenti personalizzabili, portata del tetto, allestimenti disponibili — sono raccolti nella pagina dedicata alle case mobili per il glamping. Le unità di fascia alta sono descritte fra le case mobili di lusso, quelle compatte fra le casette da campeggio.
Le caratteristiche tecniche delle unità per il glamping e le fotografie delle realizzazioni già installate sono sul sito CR Abitare.